L’istituto ha sede in Colico (LC).

Inizia la sua storia nel settembre del 1969 per volontà di una mamma che con paziente tenacia, fiducia, ottimismo, fraterna collaborazione e volontà ferrea ha voluto realizzare una “casa” per persone con problemi di handicap mentale, come suo figlio Franco; casa che potesse offrire la promozione umana e l’integrazione con il territorio, attraverso la gestione di momenti educativi specifici di laboratorio ed attività lavorative in tutte le parti della giornata. Lo scopo dell’intervento è quello di mirare al benessere psico-fisico evitando l’emarginazione dal proprio contesto famigliare e comunitario.

A chi si rivolge “La Casa di Franco”

La nostra RSD, aperta 365 giorni l’anno 24 ore su 24 ospita adulti in età compresa dai 18 ai 65 anni con disabilità congenita o acquisita, con caratteristiche di parziale o totale non autosufficienza, che non consente loro di vivere nel proprio contesto famigliare. Non vengono inserite persone: in stato vegetativo, alzheimer in fase di wondering, che presentano fenomeni di autolesionismo-etero aggressività, con problemi di dipendenza e/o disturbi psichiatrici di grado grave/severo (SMI-SERIOUS MENTAL ILLNESS).
“La Casa Di Franco” è stata autorizzata al funzionamento ed accreditata per n. 52 posti letto a contratto con delibera ASL Prov di Lecco n 677 del 21 dicembre 2009 di cui 10 riservati ad ospiti provenienti dal Comune di Milano con il quale è in essere una convenzione.
Le domande di ammissione devono essere presentate dalla famiglia o dai servizi territoriali che assistono la persona interessata
Per richieste di informazioni più dettagliate sulla Residenza e/o domande di accoglienza, è possibile scrivere alla casella e-mail domande.accoglienza@lacasadifranco.it
È inoltre possibile visitare la struttura, su appuntamento previo contatto telefonico al numeri 0341-940404 interno 4 o inviando una e-mail a coordinamentoedu@lacasadifranco.it

Il nostro bacino di utenza è rivolto alle persone residenti in Lombardia. Per coloro di provenienza extra Regione, è necessario venga coinvolta la propria ATS di competenza al fine di garantire la quota di accreditamento.